Facebook vs Instagram: migrazione o coabitazione?


È vero che, come affermano in molti, è cominciato un esodo da Facebook? E perché?

di Angelo Marolla

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Negli ultimi mesi abbiamo visto Facebook combinarne di cotte e di crude.

In concomitanza con i diversi accadimenti sulla privacy e sulle varie voci inerenti la fuoriuscita di dati dalla piattaforma, si sono sviluppate anche alcune campagne che spingevano gli utenti ad abbandonare la Facebook.

Una di queste, nasce con l’utilizzo dell’hashtag #DeleteFacebook ed è stata creata per sensibilizzare gli utenti sulle questioni relative alla privacy sui social network dopo i fatti riguardanti Cambridge Analytica.
Sull’effettiva efficacia di questa campagna, una ricerca condotta dal centro di ricerca Pew Study ha affermato che molti giovani hanno intenzione di lasciare Facebook: ma è davvero così?

Per saperlo, occorrerebbe verificare se le percentuali riportate nel sondaggio sono davvero attendibili, come si sono avuti i riscontri e che tipo di controlli sono stati effettuati.
Chi si è preso una pausa da Facebook, infatti, potrebbe averlo lasciato attivo senza però postare in modo continuativo come faceva prima.

Personalmente, ho condotto un’analisi sui miei oltre 1200 amici (un numero ben oltre la media delle persone che in Italia hanno un account su Facebook) e mi sono reso conto di una cosa molto interessante sulla quale riflettere.

Ho diviso i miei amici in 4 fasce di età: tra i 18 e i 22 anni, dai 22 ai 27, dai 27 ai 36 e oltre i 36 anni. Ho potuto notare come sono davvero pochi coloro che effettivamente hanno cancellato il loro account: nella prima fascia di età molti, rispetto ad un anno fa, sono poco attivi o addirittura inattivi, mentre lo sono molto su Instagram. Questi ultimi, quindi, non hanno cancellato il loro account, anzi interagiscono con le reaction su quanto fatto dagli altri, ma non producono contenuti come, invece, fanno su Instagram.

Bisogna ora però porsi alcune domande: anzitutto, perché questo cambiamento?

Le motivazioni potrebbero essere svariate, come le tante novità che stanno interessando Instagram: Selettore Hashtag, Sticker Stories Highlights, quiz, tag code, post geolocalizzate, gif, video tagging e forse il regram nell’app potrebbero aver fatto la differenza.
Ma forse c’è dell'altro…

Non potrebbe essere che in Facebook iniziano ad esserci troppi tuttologi e persone pesanti sempre pronte a giudicare? Dov’è finita la leggerezza? Tutti si reputano esperti di tutto, tanta pubblicità per ogni cosa, retargeting ovunque (che, tra l’altro, non sempre è fatto bene).
Instagram invece è leggero, per il suo algoritmo, per i tempi di posting e anche per le impostazioni che si hanno a disposizione.

Non voglio farla leggera, ma secondo me il motivo di questo cambiamento ha anche origini sociologiche. Su Instagram non servono tante parole per fare un post, non necessitiamo di grandi pensieri o di grandi discussioni.
Forse il tempo che trascorriamo in totale sulla piattaforma è ancora minore rispetto a Facebook, ma sono la sua leggerezza e immediatezza a fare la differenza. Non dimentichiamo che, del resto, Facebook è nato ed è esploso proprio per la possibilità di condivisione, per la velocità e la semplicità di utilizzo…

Caratteristiche che, però, piano piano il social di Zuckerberg ha perso: Facebook è di fatto diventato uno strumento professionale molto utilizzato dai professionisti, ma ha di fatto perso la semplicità di un tempo.

Voi cosa ne pensate? Ci sono milioni di persone con due piedi in una scarpa o siamo di fronte ad una vera e propria migrazione?

Diteci la vostra sui nostri canali!


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