Facebook Shop: qual è la strategia che vi è dietro?


Zuckerberg ha lanciato una grande novità della sua piattaforma, in un periodo storico molto delicato. Scopriamo di più su Facebook Shop e sulla strategia del colosso di Menlo Park.

di Angelo Marolla

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Sono passate alcune ore dal lancio di Facebook Shop, fatto direttamente da Mark Zuckerberg in un video ufficiale, e già tutti ne parlano definendolo spesso una svolta epocale. Non appena sono iniziate le pubblicazioni a riguardo, il caso ha voluto che le azioni di Facebook siano balzate in alto raggiungendo il punto più alto da tre mesi a questa parte. Direi che ha scelto, come spesso capita, il momento giusto per sfornare questa novità. Si sta per riaprire mezzo mondo e Facebook annuncia Shop e il suo target sono le PMI e la cosa fondamentale è che sarà gratuito. La strategia che ad un primo impatto mi ha sbalordito è la seguente: solitamente Facebook, quando qualcuno lo “turbava” o lo “infastidiva” a livello strategico o egemonico social, ha sempre avuto un'unica razione: INGLOBARLO. L’ho infatti sempre accostato a Pacman, per la sua capacità di mangiare gli altri in un sol boccone, vedi: Instagram, WhatsApp, giphy, ecc...

Questa volta però c’è stata una mossa diversa. Facebook vuole infatti costruire uno Shop unificato su tutte le sue piattaforme: Facebook, Instagram, Messenger e Whatsapp. Ma per farlo ha realizzato una partnership con Shopify e BigCommerce per gestire la logistica. "Scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perché nessuno vince una guerra da solo" – Paulo Coelho

 
Live sharing some new product updates for small businesses and discussing our work helping with the economic recovery efforts.

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Posted by Mark Zuckerberg on Tuesday, May 19, 2020

Appunto: alle basi degli studi strategici, non a caso, ci sono sempre state le alleanze, anche quando la storia si è trovata davanti ad egemonie. Lo stesso egemone, col passare del tempo, si è sempre trovato costretto a “stringere mani”. E quale sarebbe in questo caso la guerra che si prospetta? Ad un primo impatto verrebbe da porre questa sfida di Facebook nei confronti di Amazon, soprattutto se si pensa che Amazon prende il 30% di commissioni, mentre Facebook Shop si prospetta sia completamente gratuito. Siamo sicuri? Di sicuro non c’è nulla con Facebook, non vi è la sicurezza che cliccando su “post” un articolo venga davvero pubblicato, figuriamoci se ci sono cose certe con una novità del genere. Possiamo dire che la vendita sarà gratuita, cioè l’impresa, l’azienda, potranno scegliere tranquillamente cosa mettere in vendita nella loro vetrina virtuale, potranno personalizzare il negozio e la vendita, cosa fondamentale, sarà diretta e immediata sul social network stesso.

Alla luce di quanto detto e di quello che pare essere il progetto non sono così convinto che la sfida sia ad Amazon, o almeno non nei primi tempi. Credo che in questi primi tempi, come ogni strategia di potenza insegna, Facebook punti a rafforzare il suo mega mondo e quindi a fare anche cassa. Come?

  1. Coordinando tutto quello che ha inglobato in questi ultimi anni per un unico progetto, quindi WhatsApp e Messenger per customer care e Facebook e Instagram per la vendita vera e propria. Per la prima volta tutti con un unico obiettivo e con possibilità di lavorare in modo coordinato con compiti diversi.
  2. La reach continua a decrescere e quindi, introducendo uno strumento così potente per le PMI, le porterà sicuramente ad investire di più se vogliono mostrare la loro vetrina in VIA CONDOTTI FACEBOOK.
  3. Non so se Facebook, come dice, tenga davvero alla privacy, ma sicuramente tiene molto ai dati. E che valore immenso hanno dei dati addirittura di vendita? E che prospettiva di crescita valoriale hanno questi dati se Facebook avesse le capacità di combinarli con le preferenze di interazione (vedi Audience Insights)? Significherebbe fare bingo.

A livello, per così dire, tattico, bisogna tener presente che Facebook Shop è comunque un maggior orientamento verso un pubblico già avvezzo a fare acquisti rapidi online, e quale sarebbe questo pubblico? Sicuramente gli under 40. La propensione all’acquisto (caratteristica che si può inserire anche nella scelte degli interessi aggiuntivi in facebook ads) cambierà notevolmente, infatti un’altra novità è la possibilità di acquistare durante i live, praticamente in un istante. Lanciarlo poi in questa fase è la ciliegina sulla torta della strategia.

Perché? Perché tutti coloro che hanno una qualsiasi attività, anche i più restii e ciechi, si sono resi conto in questo lockdown quasi mondiale, senza l’online perdi la maggior parte della torta. Zuckerberg ha fatto leva con questo lancio sulla sensazione di necessità che è ben viva in tutti ora. Molti lo vedranno come un possibile acceleratore per la propria attività. Al contempo gli ecommerce lo possono vedere come una ulteriore finestra, non un pericolo, perché, nonostante l’acquisto avvenga direttamente sulla piattaforma, e quindi secondo le regole della stessa (attenzione anche a questa sottigliezza), comunque con necessità di avere un sito aziendale alle spalle.

Concludendo potremmo dire che Pacman ha cambiato modo di muoversi. Non più inglobando, ora è la fase della protezione e del miglioramento. La prossima fase sarà il contrattacco e lì forse l’obiettivo potrà essere Amazon. "Il nemico è la vendita mordi e fuggi, dove l’obiettivo è quello di vendere a tutti i costi, invece di acquisire un cliente a lungo termine" (Philip Kotler). Proprio così, Facebook non vuole degli utenti mordi e fuggi, ma vuole utenti inchiodati al social network.


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