“Una vita da social”: la campagna contro il cyberbullismo parte da L’Aquila


In occasione della riapertura delle scuole Polizia Postale e Ministero dell’Istruzione hanno lanciato la 7^ edizione della campagna educativa itinerante su social network e cyberbullismo alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro Fioramonti.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione Sociale

Un camper, 62 tappe in giro per l’Italia e un messaggio semplice ed esplicito: no al cyberbullismo. È questa la nuova campagna educativa “Una vita da social”, giunta alla 7^ edizione, promossa dalla Polizia Postale e dal Ministero dell’Istruzione, che è partita lo scorso 16 settembre all’Istituto Comprensivo Mariele Ventre de L’Aquila. Qui infatti erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e il Capo della Polizia Franco Gabrielli per inaugurare il nuovo anno scolastico 2019-2020.
Si tratta di una iniziativa che mira a sensibilizzare i giovani sulla prevenzione dei rischi e dei pericoli che si corrono sul web. Troppo spesso ormai i minori (e non solo) non riescono bene a gestire i social network e il web mettendo a repentaglio la loro sicurezza e privacy innescando, di conseguenza, un meccanismo che porta all’attuazione di azioni di cyberbullismo. I casi di cronaca sono ormai ricchi di episodi incresciosi che vanno a vittimizzare i giovani che perdono fiducia in se stessi e il contatto con la realtà. Secondo i dati di una ricerca di Skuola.net per "Una Vita da Social" 1 minore su 2 è vittima di violenze e il dato è in crescita. Nel 2019 sono stati denunciati 78 casi di diffamazione online su minori da parte della vittima e 18 minorenni sono stati denunciati, un dato che però non rivela al meglio l’entità di questi crimini. Ancora in pochi infatti hanno il coraggio di denunciare i propri aguzzini. Vi sono poi casi di stalking, sextortion, ingiurie, minacce, molestie, furti di identità sui social network e diffusione di materiale pedo sul web per un totale di 1015 casi dove i minori si rivolgono alla Polizia per lamentare i soprusi subiti e 193 denunce di minorenni (dati dal 2017 al 2019).
Molti minorenni solitari o emarginati utilizzano il web per creare comunità che li facciano sentire meno soli ma spesso queste sono delle vere e proprie trappole. Pensiamo alla Blue Whale Challenge che ha fatto vittime in tutto il mondo: i social network possono essere un terreno potenzialmente pericoloso per chi non è preparato. Il 5% degli intervistati dichiara di essere presente sui social network solo con un profilo fake: questo per conoscere nuove persone con una nuova identità (26%), controllare i propri amici (21%) e il proprio partner (10%). Chi inoltre non riceve like ai propri post subisce notevoli effetti negativi sull’umore (33%) e c’è chi cancella i post proprio per lo scarso successo ottenuto (40%).


Per tale ragione il progetto “Una vita da social” vuole mettersi al passo delle nuove generazioni parlando il loro linguaggio e andando direttamente nelle scuole di ogni ordine e grado per informare sul tema del cyberbullismo. Gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni vogliono arginare il “dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie”, come si legge in un comunicato, confrontandosi direttamente con i diretti interessati, facendo prevenzione sul tema della sicurezza online.
Nel corso delle precedenti sei edizioni la PS ha incontrato quasi 2 milioni di studenti, 220mila insegnanti e 125mila insegnanti.
Oggi 1 ragazzo su 3 ha un profilo fake sui social, 5 su 6 controllano compulsivamente chi mette like ai loro post (ricerca di Skuola.net) e spesso le vittime di cyberbullismo sono giovanissimi sotto i 9 anni. Per questo è necessario attivare una massiccia opera di responsabilizzazione e di educazione digitale. Il truck “Una vita da social” girerà per tutta la Penisola fino al prossimo giugno, con un calendario fittissimo di appuntamenti in tutte le scuole italiane. Il grande camper ha all’interno un’aula didattica dove gli esperti incontreranno studenti, genitori ed insegnanti per affrontare i temi della sicurezza online con un linguaggio nuovo, semplice e “a portata di utente”.
“Una vita da social” è presente anche su Facebook con quasi 130mila like, e su Twitter.

Fonti

 


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